Una visione fin troppo semplicistica considera il tradimento come parte della natura umana. Oggi, sembra che rimanere monogami senza una forte volontà rappresenta quasi un’impresa. Ma se l’intento riesce difficile, certo non è impossibile. Quella promessa di fedeltà reciproca è qualcosa di troppo importante e venirne meno rappresenta una sconfitta prima di tutto personale. Infondo provare un’attrazione per qualcun altro non deve significare andarci a letto. A tutti può piacere un bel quadro ed è giusto ammirarlo e magari farne anche le lodi, ma certo non si può pretendere di appenderlo in casa. Forse è proprio questo da considerare, ovvero che la fedeltà non deve essere una forzatura ma una condotta di vita che prima di portare rispetto al patner porta rispetto a se stessi. Inutile rifugiarsi nella logica della “debolezza del momento” che non succederà più. Alla fine, un tradimento confessato sarà qualcosa che, oltre a far soffrire terribilmente l’altra persona, verrà rinfacciato ad ogni minimo screzio. Non parlarne affatto, invece, comporterà che solo se si è grandi attori si riuscirà a guardare ancora negli occhi il coniuge tradito e, se la si è fatta franca una volta, matematico che succederà sempre fino a quando ci sarà quel piccolo particolare che farà scoprire la cosa. A volte basterebbe anche pensare a tutto il sentimento di vendetta che inevitabilmente prenderà la persona tradita. E’ una reazione che in genere non conosce regole facendo diventare tutto lecito si tratti pure di coinvolgere chi non c’entra niente come i bambini. Si è quasi come una scheggia impazzita alla ricerca del male più profondo che si può fare all’altra persona. La privacy viene completamente a finire e momenti di coppia che dovrebbero rimanere tali divengono ad appannaggio di parenti, amici, avvocati e di chiunque sia disponibile ad ascoltare. In questi casi l’esame di coscienza tarda molto a venire e l’atteggiamento che si assume è quello di una perfetta vittima colpevole solo di avere dato tanto.